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Prevenzione, tutela, rapidità: la trasformazione digitale di Ravenna nella gestione dei casi di violenza domestica

Trasformare la giustizia per un futuro più sicuro

A Ravenna, come in molte realtà italiane, le forze dell’ordine avevano bisogno di strumenti più rapidi, affidabili e integrati per gestire efficacemente i casi di violenza domestica. Nonostante l’impegno di polizia e magistratura, i metodi tradizionali di raccolta e trasmissione delle prove rallentavano indagini e procedimenti giudiziari.

Il Comandante della Polizia Locale, Andrea Giacomini, ha riconosciuto la necessità di modernizzare radicalmente la catena del valore delle prove: dalla raccolta, all’archiviazione, fino alla condivisione con la Procura.

Prima del 2023, le prove digitali spesso arrivavano tardi o non arrivavano affatto. A volte i casi crollavano semplicemente perché gli elementi di prova andavano persi

— Comandante Andrea Giacomini

Il problema: prove disperse e procedimenti rallentati

Per anni la documentazione delle violenze avveniva tramite metodi fisici: supporti USB, CD, hard disk, o moduli cartacei portati a mano negli uffici giudiziari.

Il Codice di Procedura Penale definiva le cornici normative, ma non forniva un modello operativo per la gestione digitale sicura e tempestiva.

Il risultato era un sistema frammentato, lento e vulnerabile:

●      Prove non pervenute o recapitate con ritardi significativi;

●      Rischi elevati di errori procedurali;

●      Difficoltà nel sostenere le accuse in sede giudiziaria.

Una svolta è arrivata nel 2023, quando una riforma legislativa ha riconosciuto piena validità probatoria a video e registrazioni realizzati da vittime o testimoni dei reati di stalking, di maltrattamenti in famiglia e di violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.

Questa innovazione ha aperto la strada alla digitalizzazione, ma richiedeva strumenti affidabili e scalabili per gestire contenuti estremamente sensibili.

La soluzione: Axon Body e la piattaforma Axon Evidence

Sotto la guida del Comandante Giacomini, la Polizia Locale ha avviato un progetto di modernizzazione basato sulle bodycam Axon e sulla piattaforma cloud Axon Evidence.

Gli obiettivi:

●      Digitalizzare l’intero ciclo di vita della prova;

●      Assicurare tempi rapidi di consegna alla Procura;

●      Garantire integrità, tracciabilità e sicurezza dei materiali digitali.

Le bodycam sono state assegnate agli operatori in prima linea per documentare con precisione gli interventi.

Axon Evidence ha sostituito completamente i supporti fisici, offrendo caricamento immediato, archiviazione sicura e condivisione protetta con la magistratura.

Il progetto ha coinvolto in modo integrato la Procura della Repubblica, la Polizia Locale, la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri e gli operatori sanitari. La Procura ha assunto il ruolo di “cabina di regia”, definendo regole uniformi per il trattamento dei dati e garantendo la continuità operativa tra tutti gli attori coinvolti.

Risultato immediato: 90% di riduzione dei tempi di consegna delle prove, grazie all’eliminazione dei supporti fisici.

I risultati: rapidità, integrità e nuova fiducia

L'introduzione delle soluzioni Axon ha trasformato la gestione dei casi di violenza domestica e stalking.

Oggi le prove video sono disponibili per i giudici in poche ore, anche nelle udienze preliminari. La catena di custodia digitale riduce gli errori e rende i fascicoli più solidi, grazie alla presenza di contenuti audiovisivi che integrano o superano il valore delle testimonianze scritte.

I giudici oggi vedono cosa è successo davvero, non solo ciò che è stato verbalizzato

— Comandante Andrea Giacomini

Per le vittime, il cambiamento è significativo: molte ora documentano episodi di minaccia o violenza con il proprio smartphone, consapevoli che potranno essere utilizzati come prove. La fiducia nel sistema è aumentata, e gli operatori riferiscono una maggiore dignità e riconoscimento del loro lavoro.

La tecnologia ha elevato la dignità del nostro lavoro e la fiducia della comunità

— Comandante Andrea Giacomini

Un nuovo approccio culturale

La digitalizzazione non ha soltanto accelerato la gestione del contenzioso: ha cambiato il modo in cui la violenza domestica viene compresa dalle istituzioni. Ciò che prima era un fenomeno “invisibile”, oggi è documentabile e contestualizzabile.

Operatori sanitari e forze dell’ordine collaborano attraverso un workflow uniforme, stabile e sicuro.

Guardando avanti: un modello scalabile per l’Italia

Visti i risultati ottenuti, Ravenna sta lavorando all’estensione del modello a tutta l’Emilia-Romagna.

Il Comandante Giacomini immagina una collaborazione diretta tra Axon e le Procure regionali per semplificare ulteriormente le implementazioni e anticipare i temi di governance e privacy.

È in fase di sviluppo anche una giornata di studio pubblica con il Ministero della Giustizia per condividere il modello e promuovere best practice a livello nazionale.


Conclusioni

La trasformazione digitale avviata a Ravenna dimostra come tecnologia, visione strategica e innovazione normativa possano convergere per accelerare la giustizia e proteggere le vittime.

Grazie alle soluzioni Axon, il Comune ha raggiunto una riduzione del 90% dei tempi di gestione delle prove, maggiore solidità dei procedimenti e una rinnovata fiducia tra istituzioni e cittadini.

A Ravenna, la violenza domestica non è più un crimine invisibile: il nuovo modello digitale rappresenta oggi un benchmark nazionale per trasparenza, sicurezza e tutela delle vittime.